Il progetto SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) e il progetto Prima Accoglienza di Pesaro-Urbino vi invitano a partecipare alla proiezione del film “Le ferie di Licu”, giovedì 29 ottobre alle ore 21.00 presso il Cinema Solaris a Pesaro. Dopo la proiezione è previsto l’incontro con il montatore e co-sceneggiatore del film, Marco Picarreda

Si tratterà di un momento di svago, ma anche di approfondimento sociale e culturale sui temi legati all’immigrazione.
L’evento è realizzato in collaborazione con Arci e Amnesty International Pesaro.
Le musiche del film sono opera del pianista pesarese Mario Mariani, che collabora con il regista Vittorio Moroni da oltre 15 anni, scrivendo le colonne sonore per tutti i suoi film e documentari.
Per Le ferie di Licu, secondo lungometraggio del regista, Mariani ha scritto una musica basata principalmente su una melodia di chitarra che sottolinea le aspettative e le speranze della nuova vita che attende il protagonista, talvolta in armonia, talvolta in contrasto con il mondo circostante.

La scheda del film

Il film, con la regia di Vittorio Moroni, è il risultato di un coraggioso progetto di autofinanziamento e racconta una storia realmente accaduta.
Licu, regolare lavoratore del Bangladesh che lavora nella capitale, nonostante i duri orari di lavoro non si lamenta e vive da "romano", tifando la squadra di Totti e sforzandosi di parlare il migliore italiano possibile. D'un tratto però si trova a dover tornare in patria per celebrare un matrimonio "combinato", radicata nelle tradizioni del suo paese natale.
Il mese di ferie (non pagate) cui si riferisce il titolo è il periodo che serve a Licu per tornare in un Bangladesh devastato dalle alluvioni, e conoscere e sposare Fancy, ragazza a lui del tutto sconosciuta, scelta dalla famiglia per essere la sua promessa sposa.
Le ferie di Licu può essere un valido strumento per analizzare e capire alcuni aspetti sottesi del fenomeno dell'immigrazione.
ll regista cerca di fare emergere con forza lo sguardo di “non attori” che dichiarano con forza la propria situazione ed il disagio di fronte a un mondo che sta cambiando ad una velocità impressionante lasciando gli uomini e le donne impreparati di fronte a tale trasformazione.
L’opera è un piccolo omaggio al neorealismo, con l'intento di cogliere la realtà mentre accade: descrive, senza mai giudicare, un mondo che vive in mezzo a noi, un ritratto etnico genuino, magico e pudico della contemporanea gioventù in bilico tra tradizione e modernità, ambiguità e contraddizioni. (Tratto dalla recensione di Andrea Chirichelli)

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