In un teatro Sperimentale gremito si è tenuto il 5 dicembre 2017 il Convegno organizzato in occasione dei 40 anni della legge 517 del 1977 dal Comune di Pesaro e dalla cooperativa sociale Labirinto

La legge 517 eliminava 40 anni fa le “classi speciali”. Quindici anni dopo, nel 1992, la legge 104 avrebbe soppresso anche le “classi differenziali” portando a compimento una soluzione legislativa tutta italiana, che ha letteralmente “fatto scuola” in altri paesi, ma che tutt’oggi in Europa convive con esperienze molto differenti in cui non si valorizza l’idea di integrazione, ma si privilegia la “separazione”.

La presenza di uno dei “padri” dell’esperienza italiana di integrazione scolastica, il pedagogista Andrea Canevaro, e di Dario Ianes, uno dei fondatori del Centro Studi Erickson di Trento, la più importante realtà editoriale italiana per ciò che riguarda questo argomento, ha dato subito al convegno un respiro ben più ampio della celebrazione di un anniversario, caratterizzandolo come un riflessione di alto livello su una scelta politica e metodologica che ha profondamente segnato tutta la scuola italiana. Creare una “scuola di tutti”, accogliendo anche chi ha difficoltà più o meno marcate di apprendimento, è infatti una scelta che trasforma tutta la scuola e che va difesa quotidianamente in un contesto sociale sempre più avverso alle politiche di inclusione.

Raffaele Ciambrone, dirigente tecnico del Miur, ha rivendicato l’attualità di questa scelta portando l’esempio di un insegnante che, di fronte all’impossibilità di un alunno a frequentare le lezioni per via di barriere architettoniche, ha mandato una volta la settimana i suoi compagni a fargli lezione a domicilio: il ragazzo che aveva il mutismo elettivo ha cominciato a parlare, chi aveva difficoltà di apprendimento si è superato per far apprendere il proprio compagno, l’esperimento ha avuto una ricaduta positiva su tutta la classe ancor più che sul ragazzo rimasto a casa. Ciambrone ha inoltre fatto una carrellata di tutta la legislazione europea in tema di integrazione scolastica dei bambini e ragazzi disabili, sottolineando le eccellenze di alcuni paesi ma ribadendo come l’Italia continua ad essere l’unico paese in cui è garantita l’integrazione dei bambini disabili nella “scuola di tutti”. “Bene prezioso” questa scelta che appunto, attraverso la legge 517 del 1977, si afferma nel nostro paese ma che va difesa e sostenuta.

Maria Lorena Farinelli e Maruska Palazzi dell’Ufficio Scolastico Provinciale hanno declinato sul piano locale le politiche di integrazione, evidenziando le buone prassi emerse nel territorio e ricostruendo la traccia storica, anche grazie a materiali originale e quindi preziosi, dell’integrazione scolastica nel nostro territorio. Tra queste vi è sicuramente la peculiare esperienza, narrata da Gabriela Guerra di Labirinto, del “Progetto sulla qualità dell’integrazione scolastica” nato sperimentalmente nel 2006 in 5 istituti dell’Ambito Territoriale Sociale di Pesaro ed estesosi oggi a tutte le 280 classi di tutti gli istituti Scolastici Comprensivi, dalle materne alle secondarie, di questo territorio.
Il Progetto è portato avanti dal Servizio di integrazione scolastica e dal Cdih della Coop Labirinto, dall’Ambito territoriale 1 e dal Comune di Pesaro. Attraverso questo percorso, che va avanti da 11 anni, le scuole si incontrano in maniera continuativa e strutturata, si auto-osservano, focalizzano delle azioni di miglioramento sui punti deboli che emergono e si scambiano buone prassi di lavoro. Tutti gli strumenti di lavoro strutturati nel corso degli 11 anni di lavoro, sono confluiti in una “cassetta degli attrezzi” a disposizione delle scuole per sviluppare quotidianamente processi di integrazione che, anche grazie a questi, vengono costantemente presidiati.

E proprio in percorsi come questi ha assunto tutto il suo valore il titolo del convegno: 14600 giorni di integrazione scolastica. Perché ogni giorno se ne è fatta un po'.