Cooperativa

Labirinto - Lina e gli altri

“Fuori è freddo, lei è calda”. Con poche, semplici parole un bimbo di tre anni parla di accoglienza. A dire la sua, è un piccolo ospite del nido d’infanzia gestito dalla Cooperativa Labirinto. E il suo pensiero è rivolto a una panca di legno. Proprio così, una panca. Che però racconta molto più di ciò che appare. Che ha una storia che parte da lontano. E un significato profondo come il mare. Perché è proprio dal mare che ha tratto l’ispirazione il suo ideatore Giorgio, storico professore di laboratorio all’Istituto d’Arte “Mengaroni” di Pesaro e da qualche anno ospite a Casa Roverella, la struttura per anziani del Consorzio Sociale Santa Colomba, di cui la Labirinto è socia.

Perché è importante questa panca? Perché si trova all’ingresso del nido. E perché quella che c’era prima era troppo a misura di adulto. Troppo alta e scomoda per i piccoli che ogni mattina dovevano sedersi per cambiarsi prima di entrare nelle rispettive stanze. Ma non c’è solo questo. Il significato più profondo infatti, andrebbe ricercato in ciò che rappresenta entrare al nido per i bambini e le loro famiglie. Ecco allora che quella panca di legno diventa altro. Diventa qualcosa che ha a che fare proprio con l’accoglienza, con l’inizio di un viaggio e le sue mille aspettative. Se il nido rappresenta il primo momento di distacco del bambino dai genitori, quella panca è il posto dove ogni mattina ci si allontana.

Su quelle assi di legno qualcuno piange perché vuole stare un altro minuto con la mamma. Tutti lì cominciano pian piano a costruire e rafforzare la propria identità. Lì sopra transitano emozioni, speranze. Storie. Non ultima, quella del professor Giorgio che l’ha creata. Insomma, se accogliere significa mettere a proprio agio,  la vecchia panca non andava più bene.

Così, nell’ottica della riorganizzazione degli spazi e degli arredi interni, l’equipe educativa del nido, si è attivata per risolvere la questione. “Gli interventi da fare erano diversi – spiegano le educatrici – così abbiamo deciso di coinvolgere anche i genitori tramite il comitato di gestione”. A questo punto un ruolo decisivo lo assume Marika, nel suo triplo ruolo di mamma di un bimbo del nido, membro del comitato e assistente sociale di Casa Roverella. In poco tempo la sua rete di conoscenze e quella tra servizi della Labirinto ha dato i suoi frutti, con infanzia e terza età che si sono idealmente prese per mano. Un parente di Marika è riuscito a rivestire gratuitamente un tappeto morbido per una delle stanze dell’asilo e soprattutto si è riusciti ad arrivare al professor Giorgio che ha realizzato personalmente la nuova panca ispirata al mare e l'ha donata al nido  a febbraio di quest’anno.

“A questa immensità aperta – spiega lui stesso nella lettera che ha scritto per l’occasione – ove il pattino o moscone ci porta a navigare. E dove il vogatore affonda i suoi remi sino a formare un cerchio a cannocchiale, ove intravvedi il fondo e le sue conchiglie”. Così, in una sorta di similitudine marinaresca, la panca diventa per i bambini il primo, embrionale mezzo di trasporto con cui si lanciano nel “mare aperto”. E chissà che remando, attraverso quei cerchi a cannocchiale, possano intravvedere la loro strada.

Raccontata da Marco, Francesca, Luca, Simona, Cinzia e Marika